Deficit e giudizio dei revisori
La sanità calabrese chiude il 2024 con un deficit di 118 milioni di euro. Il dato è certificato dalla Corte dei conti nella relazione al Parlamento sul triennio 2022-2024. La magistratura contabile evidenzia gravi criticità strutturali. Il giudizio sul piano di rientro annuale è definitivamente “non positivo”. Secondo i giudici, gli sforzi di riequilibrio non risultano ancora soddisfacenti.
Costi di crescita
I costi di produzione del sistema sanitario regionale superano i 4,4 miliardi di euro nel 2024. L’aumento è pari al 10,45% rispetto all’anno precedente. La spesa per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) supera i 4 miliardi di euro. Pesano l’aumento dei costi dei beni sanitari. Incidono anche i maggiori costi dei servizi esternalizzati. Queste dinamiche aggravano le difficoltà finanziarie del sistema regionale.
Pagamenti e debiti
La relazione sottolinea un peggioramento dei tempi medi di pagamento ai fornitori. Nel 2023 i pagamenti raggiungono una media di 104 giorni. Il limite previsto dalla normativa è di 30 giorni. I debiti complessivi verso i fornitori superano il 1 miliardo di euro, con ulteriori 124 milioni in contenziosi.
Strutture più in crisi
Alcune strutture sanitarie registrano percentuali elevate di pagamenti in ritardo. L’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro raggiunge l’83%. L’azienda ospedaliera di Cosenza si attesta al 68%. L’Asp di Crotone registra il 64%. La Calabria resta una terra di emigrazione sanitaria. Nel 2024 sono stati spesi 304,8 milioni di euro per cure fuori regione. Le principali destinazioni sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.
La Calabria resta una “terra di emigrazione sanitaria”: nel 2024 sono stati spesi 304,8 milioni di euro per curare i residenti in altre regioni, con Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana tra le destinazioni principali.
Investimenti e ticket
Gli investimenti sanitari pro-capite in Calabria si fermano a circa 37,87 euro. Il dato è tra i più bassi a livello nazionale. Risulta molto inferiore rispetto a Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano. Le entrate proprie da ticket ammontano a 47 milioni di euro. Il valore supera quello di Umbria, Basilicata e Molise.
Conclusioni
I risultati positivi derivano spesso da interventi compensativi regionali. Manca un reale riequilibrio gestionale e strutturale del sistema. La Corte dei conti afferma che la fase emergenziale non è conclusa. Persistono criticità, nonostante progressi nella prevenzione dei LEA.
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